
La legge 132/2025 obbliga ogni professionista intellettuale che usa sistemi di intelligenza artificiale a informarne il cliente, con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo (art. 13, comma 2). Vale per avvocati, medici, psicologi, commercialisti, consulenti del lavoro, ingegneri e per le professioni non organizzate in ordini. Questa guida spiega cosa dice la norma, come si applica alle diverse professioni e offre una checklist neutrale di cosa indicare sugli strumenti di IA che usi.
La norma in breve
La legge 23 settembre 2025, n. 132, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2025 e in vigore dal 10 ottobre 2025, contiene le disposizioni italiane sull'intelligenza artificiale, accanto al Regolamento UE 2024/1689 (AI Act). L'art. 13, "Disposizioni in materia di professioni intellettuali", ha due commi.
- Comma 1. L'uso di sistemi di IA nelle professioni intellettuali è finalizzato al solo esercizio delle attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione.
- Comma 2. Per assicurare il rapporto fiduciario tra professionista e cliente, le informazioni relative ai sistemi di IA utilizzati sono comunicate al destinatario della prestazione con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.
La legge non impone una forma scritta, ma nella prassi si usa un'informativa scritta consegnata all'inizio dell'incarico, spesso firmata per presa visione. ANF (Associazione Nazionale Forense) e Confprofessioni hanno pubblicato moduli di esempio.
Cosa cambia per ogni professione
Avvocati
L'informativa si aggiunge agli obblighi del Codice deontologico forense, in particolare all'art. 28 su riserbo e segreto professionale. Di solito si consegna insieme al mandato o al preventivo. Attenzione anche alla verifica delle fonti: nel 2026 la Cassazione ha sanzionato ricorsi con precedenti inesistenti generati dall'IA. Approfondisci nella guida a ChatGPT per avvocati.
Medici e odontoiatri
Oltre all'art. 13, la legge dedica alla sanità l'art. 7: i sistemi di IA supportano i processi di prevenzione, diagnosi e cura, ma la decisione resta al medico, e il paziente ha diritto di essere informato sull'impiego di tecnologie di IA. Se usi uno scriba IA per documentare la visita, informa il paziente e raccogli il consenso alla registrazione. Un confronto tra strumenti è nella guida agli scribi IA per medici e psicologi.
Psicologi e psicoterapeuti
La seduta contiene dati particolarmente delicati (dati relativi alla salute, art. 9 GDPR). Se usi l'IA per le note di seduta, per scrivere relazioni o per la ricerca, indicalo nell'informativa e nel consenso informato, specificando se vengono registrate sedute e cosa accade all'audio.
Commercialisti e consulenti del lavoro
L'informativa riguarda anche gli strumenti usati per analisi fiscali, ricerca normativa e redazione di pareri. Molti studi la inseriscono nella lettera d'incarico, accanto all'informativa privacy.
Checklist: cosa comunicare sugli strumenti di IA
Una buona informativa risponde a queste domande. Valgono per qualsiasi strumento, che sia un assistente generico o un software specialistico.
- Quale strumento usi. Nome del prodotto e del fornitore.
- Per cosa lo usi. Per esempio: ricerca giuridica o scientifica, bozze di documenti, traduzione, sintesi di documenti, verbali di incontri o note di visita.
- Chi decide. Che il lavoro intellettuale e le decisioni restano tuoi e che rivedi ogni risultato.
- Quali dati entrano nello strumento. Se carichi dati identificativi del cliente o solo testi pseudonimizzati.
- Dove sono trattati i dati. Paese o regione di hosting (per esempio UE).
- Addestramento. Se il fornitore usa o meno i dati per addestrare i modelli.
- Conservazione. Per quanto tempo i dati restano presso il fornitore e presso i fornitori dei modelli; se l'audio delle registrazioni viene cancellato.
- Contratto. Se esiste un accordo sul trattamento dei dati (art. 28 GDPR) con il fornitore.
- Sub-responsabili. Quali fornitori dei modelli o servizi cloud intervengono.
- Diritti del cliente. A chi rivolgersi per domande e se il cliente può chiedere di non usare l'IA per la sua pratica.
Per rispondere ai punti 5-9 chiedi al fornitore la documentazione: DPA, elenco dei sub-responsabili, politica di conservazione.
Informazioni su Wysor per la tua informativa
Se usi Wysor, queste sono le informazioni che puoi riportare (verificale sempre con il DPA in vigore):
- Fornitore: Wysor IT Solutions UG, Germania.
- Hosting: AWS nell'Unione europea (Francoforte; file in Irlanda).
- Modelli di IA: il professionista sceglie il modello (per esempio Claude, GPT, Gemini, Mistral, Grok, Perplexity o modelli open source).
- Conservazione presso i fornitori dei modelli: zero data retention.
- Addestramento: i dati dei clienti non vengono usati per addestrare i modelli.
- Registrazioni (Scribe): audio e trascrizione vengono cancellati dopo l'elaborazione; resta la nota, che il professionista rivede.
- Contratto: accordo sul trattamento dei dati (DPA) incluso in ogni piano.
Domande frequenti
L'obbligo vale anche per chi usa ChatGPT solo ogni tanto? L'art. 13 non fissa soglie: parla di sistemi di IA "utilizzati dal professionista". Se l'IA interviene nella prestazione resa al cliente, conviene informarlo.
Serve la firma del cliente? La legge non la richiede espressamente. Molti moduli di esempio prevedono la firma per presa visione, utile come prova di aver informato il cliente.
Devo indicare il nome dello strumento? La legge chiede un'informazione "esaustiva". Indicare il nome dello strumento e del fornitore è il modo più semplice per esserlo.
Ci sono sanzioni specifiche per l'art. 13? L'art. 13 non prevede una sanzione propria. Le conseguenze possono essere deontologiche, contrattuali o legate alla protezione dei dati, a seconda del caso.
Vale anche per i professionisti non iscritti a un ordine? Sì. L'art. 13 si riferisce alle professioni intellettuali in generale.
Approfondimenti
- Il segreto professionale spiegato in modo semplice
- IA per avvocati in Italia: 13 strumenti a confronto
- ChatGPT per avvocati: cosa è lecito
- Pseudonimizzazione e anonimizzazione
Puoi provare Wysor con il piano gratuito, senza carta di credito, e chiedere il DPA prima di usarlo con dati reali.

