
Un avvocato può usare ChatGPT, ma a quattro condizioni: l'IA deve restare uno strumento di supporto al lavoro intellettuale, il cliente va informato (legge 132/2025, art. 13), i dati del cliente vanno protetti (segreto professionale e GDPR) e ogni citazione va verificata sulla fonte. Nel 2026 la Cassazione ha già sanzionato ricorsi costruiti su precedenti inesistenti generati dall'IA.
Questa guida mette in ordine le regole, con un metodo pratico per usare ChatGPT, Claude, Gemini o qualsiasi assistente generico in studio senza esporsi.
Cosa dice la legge 132/2025
La legge 23 settembre 2025, n. 132, in vigore dal 10 ottobre 2025, è la legge italiana sull'intelligenza artificiale. L'art. 13 riguarda le professioni intellettuali, avvocati compresi, e dice due cose.
- Comma 1: solo supporto. L'IA può essere usata solo per attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale del professionista. Puoi farti aiutare a riassumere, tradurre, strutturare una bozza. Il ragionamento giuridico e la scelta della strategia restano tuoi.
- Comma 2: informare il cliente. Le informazioni sui sistemi di IA utilizzati vanno comunicate al cliente con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.
La legge non prescrive una forma, ma nella prassi si usa un'informativa scritta, spesso consegnata con il mandato. Associazioni come ANF e Confprofessioni hanno pubblicato moduli di esempio. Cosa scrivere, voce per voce, è spiegato nella guida alla legge 132/2025 per i professionisti.
Segreto professionale: art. 28 del Codice deontologico forense
L'art. 28 del Codice deontologico forense impone all'avvocato riserbo e segreto su ciò che apprende nell'esercizio della professione. L'art. 622 del codice penale punisce la rivelazione del segreto professionale senza giusta causa.
Incollare in ChatGPT il nome del cliente, la strategia difensiva o i dettagli di una trattativa significa comunicare quelle informazioni a un fornitore terzo. Prima di farlo, chiediti:
- Il fornitore tratta i dati in base a un contratto o solo in base a condizioni d'uso per consumatori?
- I dati vengono usati per addestrare i modelli? Nei piani per consumatori di molti assistenti questa impostazione va controllata e, se serve, disattivata.
- Per quanto tempo vengono conservati e dove?
Approfondisci cosa protegge il segreto professionale e cosa no.
GDPR, art. 28: serve un accordo con il fornitore
Se uno strumento di IA tratta dati personali dei tuoi clienti per tuo conto, il fornitore agisce come responsabile del trattamento e l'art. 28 GDPR richiede un contratto (il DPA) che ne fissi istruzioni, sicurezza, sub-responsabili e cancellazione. I piani per consumatori di solito non lo prevedono. I piani business e gli spazi di lavoro professionali in genere sì: verifica prima di usarli con dati reali.
Pseudonimizza prima di caricare
Il modo più semplice per ridurre il rischio è togliere i riferimenti alla persona prima di incollare il testo:
- Sostituisci nomi, codici fiscali, indirizzi, date di nascita e numeri di pratica con segnaposto (CLIENTE_A, SOCIETÀ_B).
- Togli i dettagli che rendono il caso riconoscibile anche senza nome (un'azienda unica nel suo settore, una vicenda finita sui giornali).
- Conserva la tabella di corrispondenza solo nel tuo gestionale, mai nella chat.
Attenzione: i dati pseudonimizzati restano dati personali per il GDPR, perché tu puoi ricondurli alla persona. Riducono il rischio, non eliminano gli obblighi. La differenza è spiegata nella guida a pseudonimizzazione e anonimizzazione.
Le citazioni inventate: cosa ha deciso la Cassazione
Gli assistenti generici possono produrre riferimenti giurisprudenziali plausibili ma inesistenti, o attribuire a una sentenza reale un principio che non contiene. Due decisioni del 2026 mostrano le conseguenze.
- Cass. pen., Sez. VII, ordinanza n. 11431/2026 (depositata il 26 marzo 2026): ricorso dichiarato inammissibile. La Corte ha rilevato d'ufficio sei citazioni non corrispondenti, con numeri di sentenze reali ma sezioni sbagliate e principi inventati, probabilmente "allucinazioni informatiche". Il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento di 3.000 € alla Cassa delle ammende.
- Cass. pen., Sez. III, sentenza n. 23006/2026 (depositata il 22 giugno 2026): citare giurisprudenza inesistente frutto di allucinazione informatica è un indice di colpa qualificata nel causare l'inammissibilità e giustifica una sanzione più alta, 5.000 € alla Cassa delle ammende. La Corte ha precisato che l'uso dell'IA non esonera il difensore dal dovere di verificare l'esistenza e la pertinenza delle fonti.
La regola pratica è semplice: nessuna citazione entra in un atto se non l'hai letta nel testo integrale.
Un metodo in sei passi
- Scegli il compito. Bene per: riassumere documenti, tradurre, riscrivere una lettera, preparare una scaletta, generare domande per un colloquio. Male per: trovare giurisprudenza "a memoria".
- Pseudonimizza il testo prima di incollarlo.
- Usa un piano con DPA e con l'addestramento disattivato.
- Cerca le fonti in una banca dati, non nella memoria del modello.
- Verifica ogni citazione sul testo integrale.
- Informa il cliente sugli strumenti usati, come chiede l'art. 13 della legge 132/2025.
Assistente generico o strumento per avvocati?
ChatGPT, Claude e Copilot sono ottimi per scrivere e ragionare su documenti che fornisci tu. Per la ricerca giurisprudenziale servono strumenti collegati a banche dati reali. Una panoramica neutrale, con Lexroom, Simpliciter, Lextel AI, One Legale AI e altri, è nella guida alle IA per avvocati in Italia.
Wysor mette insieme le due cose: più modelli di IA (Claude, GPT, Gemini, Mistral e altri) e una banca dati con 1,85 milioni di decisioni della Cassazione, oltre 20.000 della Corte costituzionale e 13.421 provvedimenti del Garante Privacy, con il link al testo integrale di ogni fonte. È ospitato su AWS nell'UE, applica la zero data retention con i fornitori dei modelli, non usa i dati per l'addestramento e include il DPA in ogni piano. Dettagli nella pagina sulla ricerca sentenze Cassazione e in quella sull'IA per avvocati.
Domande frequenti
Un avvocato può usare ChatGPT? Sì, come strumento di supporto. La legge 132/2025 chiede che il lavoro intellettuale resti prevalente e che il cliente sia informato. Restano applicabili il segreto professionale (art. 28 CDF, art. 622 c.p.) e il GDPR.
Devo dire al cliente che uso ChatGPT? Sì. L'art. 13, comma 2, della legge 132/2025 chiede di comunicare al cliente le informazioni sui sistemi di IA utilizzati, con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo.
Posso incollare un atto con i dati del cliente? Solo se il fornitore tratta i dati in base a un accordo ex art. 28 GDPR, non li usa per l'addestramento e ne limita la conservazione. In ogni caso conviene pseudonimizzare prima.
Cosa rischio se cito una sentenza inventata dall'IA? Nel 2026 la Cassazione ha dichiarato inammissibili ricorsi con precedenti inesistenti e ha disposto il versamento di 3.000 € (ord. n. 11431/2026) e 5.000 € (sent. n. 23006/2026) alla Cassa delle ammende. A questo si aggiungono i possibili profili deontologici e di responsabilità verso il cliente.
ChatGPT conosce la giurisprudenza italiana? Il modello ha visto molti testi giuridici durante l'addestramento, ma non consulta una banca dati di sentenze quando risponde, a meno che non sia collegato a una. Per questo le citazioni vanno sempre verificate.
Prova su un caso reale
Puoi provare Wysor con il piano gratuito, senza carta di credito: fai la stessa domanda a più modelli e confronta le risposte con le fonti della Cassazione.

